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Non tornano i conti, querelle nel PDL

Non tornano i conti, querelle nel PDL
ottobre 18
08:23 2013

received_m_mid_1382026745445_fdadf8339e6a714b41_0I numeri non tornano: nasce una querelle fra colleghi di Partito del popolo della Libertà

Pietro Malara, eletto come quarto consigliere del PDL nel X Municipio, rischia di essere estromesso dalla carica assunta cinque mesi fa a causa di una sentenza del Tribunale amministrativo che lo vede retrocedere al quinto posto a favore di Antonella Moroso.

Ovviamente l’estromesso non ci sta e a sua volta incarica il suo avvocato di fiducia ad impugnare la sentenza del Tar presso ll Consiglio di Stato.

I verbali, a cui i due contendenti si richiamano, presentano a loro dire diverse anomalie, pertanto si prevede una disputa abbastanza lunga che vedrà impegnati i due Pdiellini a lungo e le poltrone dell’opposizione probabilmente orfane di un posto.

Il problema della correttezza dei verbali è una storia vecchia come il cucco che si ripete ad ogni tornata elettorale.

Gli scontri sono spesso accesi, le questioni si spostano nei tribunali a tutto svantaggio degli elettori che si vedono continuamente ed inconsapevolmente spettatori di scontri interni con il risultato di perdere affezione nella politica ed entrare nella schiera dell’astensione.

Continuiamo a sperperare soldi per la sufficienza con cui si affrontano temi sensibili come il conteggio dei voti elettorali. I partiti spendono soldi per inserire in tutti i seggi propri rappresentanti di lista ,ma a quanto pare, non basta più nemmeno questa garanzia.

Si scelgono i presidenti di seggio e gli scrutatori in base a criteri che a molti sembrano discutibili. Vere e proprie fronde si formano all’interno dei seggi.

Eppure basterebbe poco.

Il voto elettronico. Siamo nel terzo millennio e la tecnologia ci permette di eliminare dubbi, perplessità, brogli e quant’altro. L’elettore potrebbe persino vedere il proprio voto andare ad incrementare l’ eventuale contatore.

Potremmo noi essere per la prima volta gli apripista verso una soluzione meno nebulosa e più certa delle nostre scelte.

E se qualcuno potesse intuire a chi abbiamo dato il nostro voto?
Ormai siamo anche in grado di sfatare questo ultimo tabù.

Io non mi vergogno del mio voto, anzi non c’è nulla di più gratificante che essere fiero e consapevole delle proprie scelte; se poi c’è qualcuno che si vergogna del proprio voto, allora anche per lui è arrivato il momento di assumersi le sue responsabilità.

A. N.

 

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