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Per i politici europei e per la Uefa: “Uh! Uh! Uh!”

ottobre 11
12:39 2013

Ora dimostrerò come e perché si mistifica la realtà per interessi economici o politici. Per la dimostrazione pratica prenderò spunto dall’attualità che coinvolge milioni di persone in tutta Europa. Parliamo infatti dei cosiddetti: “Buh!” razzisti negli stadi di calcio. Da che vado allo stadio cori offensivi, diffamatori e goliardici ci sono sempre stati. Tizio è un figlio di madre ignota, Caio è un noto sodomita, Sempronio è gobbo e brutto mentre la moglie e la sorella di questo o quello fanno il mestiere più antico del mondo. I calciatori sono pagati fior di milioni da persone che fanno sacrifici economici per andarli a vedere la domenica sia per applaudire i propri beniamini che per offendere e innervosire gli avversari. Fa parte del gioco, prendere o lasciare… Se politica, Uefa e Mass Media avessero voluto occuparsi in concreto di un problema serio come quello di un presunto razzismo negli stadi avrebbero dovuto dire in premessa che i cori che si fanno nei confronti di giocatori di pelle scura sono ancora più gravi di quello che si possa pensare o raccontare perché non dicono: “Buh!” e neanche si tratta dei cosiddetti ululati ma recitano precisamente: “Uh! Uh! Uh!”, a imitazione del tipico verso dei primati, delle scimmie… Non lo sapevate eh? Sono anni che questi cori volgari, vergognosi e umilianti soltanto per chi vi partecipa, ma pur sempre provocatori e goliardici, si ascoltano in alcuni stadi di tutta Europa. La strumentalizzazione di un presunto razzismo da parte dei tifosi di calcio è a mio avviso un fatto ancor più grave dei cori stessi perché non contiene né previene o risolve il problema ma al contrario sta accendendo sempre più animi dei tifosi già fin troppo caldi di questi tempi. Già la prossima domenica le tifoserie di tutta Italia hanno organizzato una giornata durante la quale faranno squalificare gli stadi per dimostrare l’ipocrisia e la malafede di Europa e Uefa e speriamo tanto che non accadano episodi gravi. Si dovrebbe fare cultura, insegnare che siamo tutti uguali, figli della stessa Madre Terra anche qualora non credessimo di avere un solo Dio come creatore e padre. Si dovrebbe insegnare in tutte le occasioni che il razzismo è solo il retaggio di un passato incivile e barbaro invece che adottare iniziative inutili, dannose e controproducenti come quelle stabilite dall’Uefa su ricatto di una politica europea che nei fatti si dimostra sempre più scarsamente attenta ai problemi sociali impegnata quotidianamente e unicamente come dimostra di essere al sostegno delle lobbies del potere economico e finanziario. Unico scopo distrarre l’opinione pubblica per nascondere azioni e intenzioni che hanno soltanto da pochi mesi iniziato a rivelarsi a milioni e milioni di europei in tutta la propria pericolosità e nefandezza soprattutto in tema di scavalcamenti delle sovranità nazionali e nella mancata tutela dei diritti acquisiti e non più garantiti da queste nuove regole moderne che hanno del paranormale.  La conoscenza significa libertà… Chiudono gli stadi per fomentare odi e tensioni sociali tra noi disgraziati ingenui e distrarci tutti per poter continuare a lavorare nell’ombra per fregarci la vita e il futuro. Come fanno e perché lo fanno oramai è rivelato. E adesso chiudete anche me ci riuscite: Per i politici europei e per la Uefa: “Uh! Uh! Uh!

Stefano Lesti

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