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AL TEATRO “ANTIGONE” DI TESTACCIO, PREMIATI I CORTI TEATRALI DELLA RASSEGNA SUL DRAMMA DELL’ ARGENTINA ANNI ’70-’80

AL TEATRO “ANTIGONE” DI TESTACCIO, PREMIATI I CORTI TEATRALI  DELLA RASSEGNA SUL DRAMMA DELL’ ARGENTINA ANNI  ’70-’80
dicembre 16
07:59 2014

Il destino dei “desaparecidos” e la ricerca della propria identità, brutalmente negata al momento dell’adozione forzata da parte d’un’altra famiglia, ecco due dei principali temi affrontati nella partecipatissima rassegna di corti teatrali “Interno argentino con tango”: svoltasi al Teatro “Antigone” di Testaccio, su progetto di Stefania Catallo , presidente del CESPP, Centro Sostegno Psicologico Popolare, di Torbellamonaca. Un progetto che porta con se’ tutta l’esperienza professionale della Catallo e la voce di Bob Fabiani, giornalista indipendente e scrittore. Con il patrocinio del Ministero degli Interni, dell’Ambasciata argentina a Roma e dell’universita’ di Roma Tre, la serata ha visto inoltre il saluto del regista Marco Bechis e la presenza di Giulia Spizzichino, sopravvissuta della Shoah e grande accusatrice di Erich Priebke. Sei, i corti in gara: tutti incentrati – seppur da diverse angolazioni – sul dramma dell’ Argentina degli anni ’70 – ’80, sconvolta dal golpe dei generali felloni e sanguinari che, il 23 marzo del ’76, poneva definitivamente fine al governo peronista. La manifestazione ha visto la partecipazione, in giuria, anche di Claudio Tognonato, argentino,docente di Storia del pensiero sociologico a Roma 3. “Particolarmente azzeccata – osserva Tognonato – è la formula di affrontare lo stesso tema con piu’ corti teatrali, che permettono d’inquadrarlo da angolazioni molto diverse”. Pochi giorni fa Tognonato è stato , con altri italo-argentini, tra i firmatari d’una “lettera aperta” trasmessa al Presidente della Repubblica, Napolitano, al Presidente del Consiglio, Renzi,e ai Presidenti di Camera e Senato di protesta contro il rifiuto della Cassazione nel luglio scorso di concedere l’estradizione in Argentina dei due torturatori degli anni ’70-’80 Franco Reverberi Boschi, quest’ultimo, prete cattolico tuttora in servizio presso una parrocchia del Norditalia e Carlos Luis Malatto, ambedue rifugiati oggi nel nostro Paese.” Molto probabilmente – osserva Tognonato – vergogne come questa rientrano tra le conseguenze di quei legami perversi che sin dagli anni ’70 si crearono fra Argentina e Italia, nel segno della P” di gelliana memoria: legami che, in parte, sopravvivono ancora, nel contesto più’ generale di quei circuiti decisionali, primi nemici della democrazia, che, al giorno d’oggi,spesso prendono molte fra le decisioni più’ rilevanti per la vita dei popoli, al posto di Parlamenti e Governi legittimi”.nel nostro Paese.”

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