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Aia Iannitti vince il Premio di poesia “Amalia Vilotta”

Aia Iannitti vince il Premio di poesia “Amalia Vilotta”
agosto 25
18:06 2014

Con Aia Iannitti il premio Amalia Vilotta va a Napoli. Vito Scrivano e Filomena Martire si aggiudicano rispettivamente il secondo e terzo posto.

La poesia partenopea conquista la giuria del prestigioso Premio “Amalia Vilotta” a Montalto Uffugo che quest’anno è giunto alla sua quinta edizione nella suggestiva cornice della chiesa di Santa Maria degli Angeli, vulgo di Sant’Antonio, collegata a un convento dei Cappuccini che risale al XVI secolo.

A contendersi il podio dieci poeti finalisti: Aia Iannitti , Benito Ciarlo, Katia Debora Melis, Daniele D’Amico, Nuccia Martire, Giacomo Guglielmelli, Manuela Sposato, Rita Russo, Simone Leonetti,  Vito Scrivano.

La serata è stata condotta dal Maestro Roberto D’Alessandro mentre la giuria è stata presieduta dal noto poeta e saggista Dante Maffia.

La poetessa Napoletana Aia Iannitti, con la sua lirica “LA FINE” ha ricevuto il primo premio, seguita da Vito Scrivano di Casole Bruzio e Nuccia Martire di Roma.

“Purtroppo questa bella notizia mi ha colta di sorpresa e non potuto partecipare personalmente alle fasi finali del concorso e alla serata conclusiva. Di certo è stato per me un grande onore poter ricevere questo riconoscimento” spiega la vincitrice che poi prosegue  “la testimonianza più importante per me è stata quella di avere la percezione che le mie emozioni profonde siano arrivate a toccare la sensibilità di coloro i quali hanno giudicato questa mia composizione”.

L’opera di Aia Iannitti che potrete leggere sotto, risulta semplicemente tagliente. E’ una lama che affonda nell’animo del lettore. Un atto di denuncia che rivela la forza e il coraggio con il quale la poetessa fronteggia le fasi critiche e dolorose dell’esistenza. Una poesia dal verso libero, fortemente introspettiva, ma allo stesso tempo aperta, ariosa, ricca di richiami metaforici suggestivi che incollano ai versi sino alla fine. Una composizione che lascia un solco molto profondo negli strati più intimi dell’animo del lettore e che spinge alla sua rilettura più e più volte. L’autrice però non offre soluzioni o giudizi, ma regala un distillato di emozioni che prendono vita e si trasformano, incredibilmente rafforzate e personalizzate, in chi ne affronta la lettura.

La composizione è inedita, ma l’autrice ci rivela che entro l’anno sarà pubblicata in una sua silloge alla quale sta lavorando da diversi mesi.

(Marco Mastrilli)

 

LA FINE
di Aia Iannitti

Vorrei,
lasciare che si saziassero delle mie viscere
animali
venuti dalla terra.
E che si infrangesse
la mia vita,
come porcellana,
sugli scogli del mare in tempesta.

Senza più anima
vorrei potermene disfare.
Ridurla schiava della mia volontà.

Cavarle gli occhi dal cuore
coprirla di fango
sottrarla alla luce.

Schiaffeggiarla,
per quante volte mi ha illusa.

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