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Il Mitreo della Planta Pedis (di Stefano Gambioli)

Il Mitreo della Planta Pedis (di Stefano Gambioli)
agosto 12
11:02 2014

Il mitreo della Planta Pedis è situato in una zona remota del parco archeologico. Purtroppo non è uno dei migliori dal punto di vista della conservazione, anche se per un paio di aspetti è sicuramente il più curioso. Non ci rimane moltissimo né della sua struttura né di possibili elementi decorativi, eccezion fatta per due mosaici: una decorazione dell’ara ed un quadro pavimentale davanti al corridoio centrale,

Parlando proprio di quest’ultimo, dobbiamo dire che essa rappresenta due impronte di piedi da cui prende nome il mitreo. Ovviamente non abbiamo prove archeologiche o fonti che ci possano spiegare con precisione il significato di queste, ma vista la posizione e l’ambito culturale di quel luogo possiamo dedurre idee molto interessanti. Come abbiamo detto nello scorso articolo, oggi vorremmo parlare di quelli che sono i culti iniziatici. La definizione che spesso diamo di questi, è che si tratta sicuramente di un “cammino” spirituale. Due impronte di piedi quindi si addicono perfettamente all’idea di un cammino.

Degli antichi culti iniziatici, quasi sempre definiti misterici, in realtà, non sappiamo quasi nulla. Le ragioni di questa ignoranza sono da ricercare in numerosi fattori. Innanzitutto come abbiamo già accennato per Tertulliano, le poche cose che sappiamo sono derivate da persone convertite o da autori che per qualche motivo criticavano tali culti. In realtà le opere che potevano riguardare tali religione sono andate tutte perse o distrutte; basti pensare al mondo gnostico, che fu florido per secoli, e di cui oggi non ci rimane praticamente nulla. La distruzione della cultura che avvenne nei confronti delle varie religioni politeiste è sicuramente uno dei fattori che più ha colpito  la conoscenza di tali culti. Purtroppo è con la presa di potere del cristianesimo che assistiamo, per la prima volta, al concetto di guerra di religione. Non a caso una delle teorie predominanti sulla distruzione della Biblioteca d’Alessandria è legata, pare, all’editto del 391 di Teodosio  contro la cultura pagana. Va però anche detto di come le religioni misteriche fossero cosa ben diversa rispetto ai più comuni riti pagani. Gli stessi antichi non conoscevano poi molto delle antiche pratiche segrete. Un chiaro esempio è quello dei famosi “Misteri Eleusini”, antichissimo culto probabilmente legato alla terra. Se di essi sappiamo qualcosa su che cosa essi rappresentassero, non conosciamo nulla però di come avvenissero, e di cosa facessero in realtà gli adepti.  Bisogna sottolineare qui la grande differenza fra ciò in cui si crede e il come si applica questa credenza. Il concetto di iniziazione misterica è per noi assai complessa, viso che nella nostra cultura è predominante una religione rivelata, all’interno della quale i riti sono pubblici e aperti a qualsiasi persona, anche ai non credenti. Più in generale, i culti iniziatici avevano uno stretto rapporto fra l’adepto e la divinità. Non sappiamo se si trattasse espressamente di un aiuto concreto, di un’unione o un ricongiungimento, ma di certo c’era un rapporto per cui l’adepto camminava a fianco e verso la divinità, lungo il percorso iniziatico, superandone gli ostacoli e avvicinandosi al dio: non sappiamo se in questa vita o in preparazione per dopo la morte, ma è probabile che la relazione concreta col divino avvenisse ancora da vivi. Capiamo quindi quanto questa tipologia di culti fosse complesso e di difficile comprensione per coloro che non ne prendevano parte.

Tornando al mitreo, avere quindi quelle due impronte davanti al corridoio dove avveniva il rituale e dove il nuovo adepto, bagnato col sangue sacrificale, iniziava il proprio cammino, colpisce sicuramente la nostra immaginazione. Potremmo quasi considerarlo un punto di partenza, la soglia da cui avanzare il primo passo verso il dio mitraico.

Di questo mitreo c’è poi da sottolineare una decorazione posta sulla nicchia di fondo, che rappresenta una linea zigzagata che ricorda innumerevoli segni magici tipici sia del mitraismo che degli antichi culti gnostici. Oggi sono finalmente studiati numerosi simboli magici, che probabilmente avevano solo ed esclusivamente un significato simbolico legato ai riti e alle divinità di culti, spesso solari, di cui oggi abbiamo perso ogni traccia.

Ovviamente non abbiamo nessuna possibilità di determinarne un significato, ma di sicuro è un elemento di interesse e di molto fascino.

Come detto all’inizio in realtà questo mitreo non presenta numerosi elementi di studio, e dispiace anche vedere come sia lasciato a se stesso, ma questa è la triste situazione di numerosi altri luoghi, che citeremo in un discorso conclusivo nel prossimo articolo…..

Stefano Gambioli

www.rerosso.org

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