Previsioni meteo , , 0°C

NOTE E PRIVACY

Nessuno ha mai visto decadere l’atomo di idrogeno, di Dario Pontuale

Nessuno ha mai visto decadere l’atomo di idrogeno, di Dario Pontuale
giugno 19
16:00 2014

Già il titolo lascia ben sperare, ma la lettura del libro è anche più stimolante. Raramente ci si imbatte in libri di così grande qualità e viene da chiedersi perché la nostra letteratura in Italia e nel mondo non è rappresentata da opere come questa.

Scritto benissimo, senza esitazioni, dalla prima pagina entra nel mondo onirico per dare al lettore qualcosa di più della speranza, qualcosa che non può essere misurato con metri o pesi.

Personaggi strambi, semplici e ironici, che si rivelano complessi e ricchi di sfaccettature e che nel loro essere irreali chiedono al lettore di identificarsi con loro.

Zeno, un disoccupato pigro compra una nanocasa, rara superstite dell’urbanizzazione selvaggia, che in mezzo allo sfacelo edilizio sopravvive come testimone di un mondo dove ancora è possibile credere nell’incredibile. In questa casa scopre un mistero assurdo, una cantina piena di inutli cianfrusaglie e, su una parete del soggiorno, una targa con su scritto Servabo. Che follie aveva per la testa l’ex-proprietario? Zeno comincia a interessarsi alla storia del suo predecessore a seguito di alcune visite di personaggi surreali che gli portano delle moleskine, tutte uguali, tutte contenenti, scritto a mano, lo stesso frammento di un racconto di Borges. L’avventura comincia, e si svolge tutta intorno agli oggetti trovati in cantina, alle moleskine, e ai personaggi che hanno portato questi quaderni a chi supponevano fosse il proprietario. Ne viene fuori una società segreta che, facendo un mercato di cianfrusaglie inutili, si impegna nel raccontare le storie, inventate, delle cianfrusaglie. La reazione dei visitatori è meravigliosa. Il mercato è fallimentare, non si vende nulla, ma l’obiettivo dei membri della società segreta non è vendere, è raccontare.

Già questa trama strampalata e originalissima è un buon motivo per affrontare la lettura, ma lo sono anche lo stile, la leggerezza del linguaggio, l’ironia e le ulteriori evoluzioni della storia.

Il romanzo è allegro e invita a credere che il sogno sia ancora possibile. L’autore, noncurante della realtà contingente, si concentra sulla realtà più intima, quella che risiede in ciascuno di noi e che ci fa pensare che non tutto è perduto, che ancora esiste un motivo per ridere, per vivere, per sognare, e per seguire le segrete trame dell’immaginazione.

I quaderni che contengono questo frammento di racconto sono dieci, solo tre vengono restituiti, e i personaggi che lo fanno sono un netturbino scrittore che somiglia a Jeff Bridges, un cacciatore di fulmini soprannominato Gabin, e una distinta e anziana signora che racconta fiabe nei parchi ai bambini.

Permettetemi di ricopiare qui un frammento del libro che ne riassume la grandezza. È notte, il protagonista è insieme a Gabin, che si chiama Ansano, su un tetto, presto ci sarà il temporale. Ansano ha fissato la macchina fotografica sul cavaletto e tenta di fotografare fulmini:

 

“Ne ha catturati molti?”

“Nessuno” regolando l’altezza del cavalletto “migliaia di foto buie”

…..

“Per tatto preferisce non chiedermene il motivo?”

“Mancavo di coraggio” sincero, prendendo il vento in faccia.

“Non si preoccupi, non è il primo e non sarà l’ultimo” cambiando rullino “ Vede, questi sono fallimenti  di un istante, costano la fatica di un dito e il prezzo di pochi centimetri di pellicola. Principalmente offrono un riscatto a breve, cosa che la vita rifiuta. Si spendono giorni, mesi, anni in qualcosa che si sbriciola con nulla, che crolla prima di essere eretto. Dopo non c’è più tempo, modo, voglia di riprovare. L’essere umano si affanna fino allo spasimo per costruire qualcosa di duraturo, è innocente e connaturale, sebbene sia la propria condanna. Capisce dunque perché cerco di immortalare i fulmini? Provo, con sforzo minimo, a ottenere il massimo risultato catturando l’infinitamente breve, costringendolo all’eternità”. Pausa, facendosi più scuro in volto: “Forse non accadrà mai, ma che importa; quante persone possono sinceramente affermare di aver ottenuto ciò che desideravano nella vita?”.

 

Così sono i dialoghi e così i personaggi che affollano questo romanzo: meravigliosi visionari che vivono per qualcosa di perfettamente inutile. E che ci inducono a sognare.

Il finale, del tutto imprevedibile, riesce anche a commuovere, al punto che si vorrebbe abbracciare il protagonista, si vorrebbe entrare nel libro e prender parte al mercato, ma non ci si rammarica di essere arrivati alla fine, perché libri come questo continuano a vivere nella mente.

 

Il libro ha meritatamente vinto il primo premio all’Albero Andronico 2014.

Raccomando vivamente la lettura!

 

Claudio Fiorentini

Related Articles

Cerca nel sito

Log In

Seguici anche su

Commenti recenti

    Calendario articoli

    marzo: 2019
    L M M G V S D
    « apr    
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031

    RSS Notizie dall’Italia e dal mondo

    • “Aiuto, la Polizia mi ha sequestrato”. Sfonda il muro del commissariato a testate e aggredisce gli agenti: le immagini 22 marzo 2019
      Prima le testate al muro, poi l’aggressione a tre agenti. Un uomo di 33 anni è stato portato nel commissariato di Tor Pignattara, a Roma, perché sospettato di essere uno spacciatore. Nella sala d’attesa, però, in evidente stato di agitazione, ha iniziato a dare testate e pugni al muro, sostenendo di essere stato sequestrato. A […] L'articolo “Aiuto, la […]
    • Peppa Pig accusata di sessismo dai vigili del fuoco 22 marzo 2019
      A scatenare le polemiche in Gran Bretagna un episodio in cui Mamma Pig è vestita da pompiere mentre la voce narrante la definisce "fireman", parola che comprende la parola “uomo” e che il cartone non ha declinato al femminile L'articolo Peppa Pig accusata di sessismo dai vigili del fuoco proviene da Il Fatto Quotidiano.
    • Bus in fiamme a Milano, pm: “Ousseynou Sy resti in carcere, può colpire ancora” 22 marzo 2019
      Chiedono Ousseynou Sy, il 47enne che due giorni fa ha dirottato il bus che guidava con 51 bambini e tre adulti a bordo e poi gli ha dato fuoco, resti in carcere perché c’è il “rischio di reiterazione del reato”. È quanto scrivono nella richiesta di custodia cautelare in carcere i pm di Milano Alberto Nobili e Luca Poniz, titolari […] L'articolo Bus in f […]