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La Tauroctonia (di Stefano Gambioli)

La Tauroctonia (di Stefano Gambioli)
giugno 12
18:31 2014

La Tauroctonia è il momento più importante di tutto il culto mitrhaico. Il suo altissimo valore simbolico è sempre accompagnato da un’iconografia, che nella sua semplicità mette insieme tutti gli elementi dell’iniziazione e del simbolismo cosmogonico legato al dio Mitrha. I simboli sono infatti legati sia ai gradi iniziatici, sia al concetto di vita, morte e di vita spiarituale. Prima di parlare nello specifico del sacrificio rituale, dobbiamo introdurre il mitreo che più sembra adeguato ad esplicare questa tematica.

Oggi parleremo infatti del “Mitreo degli Animali”, realizzato a metà del secondo secolo della nostra era. Oggi non rimane molto di questo importante sacello, ma la sua posizione e i mosaici pavimentali ci sottolineano probabilmente un’importanza fuori dal comune. Esso è situtato al lato del campo della Magna Mater, proprio accanto al tempio della Dea. Avvicinandosi al tempietto di Attis non è oggi facilmente visibile, ma, attraversando la verde distesa verso il tempio della Dea Madre, alla sua destra si intravede una costruzione: all suo interno vediamo il solito corridoio centrale con dei mosaici molto belli, ma purtroppo sempre più rovinati dal tempo e dall’incuria. Attualmente vediamo nella struttura delle differenze rispetto agli altri mitrei: infatti non abbiamo le tipiche bancate laterali, ma dei piedisatlli, che non sappiamo se fossero usati come appoggio per sostegni come travi lignee oggi andate perdute, o fossero piuttosto un modo differente di far sedere gli adepti. L’aspetto che però più ci interessa è quello dei mosaici, che vede una serie di riquadri contenenti immagini simboliche. Nel primo troviamo un uomo in piedi con lunghi capelli mossi,  che riusciamo a capire si tratti della rappresentazione umana del quarto grado iniziatico, quello del leone, per via della paletta per il fuoco che regge in mano. Seguendo poi con i riquadri, ne troviamo uno con due animali, la civetta, ed il gallo, i quali sappiamo bene rappresentare il quinto ed il sesto grado: il gallo, animale che annuncia il giorno, era rappresentativo dell’Heliodromo, mentre la civetta, volatile notturno, rappresenta la notte, la luna e quindi il quinto grado, quello del Perseo. Seguono poi due riquadri: uno decorato con uno scorpione, l’altro con un serpente. Di essi sappiamo che sono riferimenti al terzo ed al secondo grado. Lo scorpione infatti era uno dei simboli di Marte, mentre per quanto riguarda il serpente sappiamo che è uno degli animali rappresentanti il grado governato da Venere. L’ultimo riquadro, quello che in teoria era più vicino all’ara sacrificale, è rappresentato dalla testa di un toro, un coltello, e dalla sua coda a forma di spiga di grano. Questa immagine è molto importante, perchè se da un punto di vista pratico sembra indicare la conclusione dell’atto rituale, da un punto di vista simbolico indica la rinascita che scaturisce dal sacrificio, visto che infatti dalla coda dell’animale morente scaturisce la spiga di grano.

Nella Tauroctonia, tra l’altro, gli elementi che sono sempre presenti, sono, oltre al toro e a Mithra, il serpente, che cerca di bere il sangue del bovino raccolto in un calice, e lo scorpione che pizzica con le sue chele i testicoli dell’animale sacrificale. Il simbolismo che scaturisce da questa immagine può essere soggetto a numerose interpretazioni, ma la cosa che sembra certa, è il fatto che il sacrificio serve a donare la vita alla terra. Il toro rappresenta infatti l’essenza della vita, che Mitrha col sacrificio dona alla Terra e all’uomo. Questo gesto può anche avere dei chiari legami con rituali astronomici o agricoli, fusi insieme per dare al suo alto simbolismo anche aspetti più concreti.  Bisogna dire che la presenza di numerosi rilievi che simboleggiano la tauroctonia è dovuta anche ad un fattore pratico. Infatti la maggior parte dei mitrei erano ricavati da piccoli luoghi, piccole stanze, spesso ubicate al centro città, o comunque in luoghi densamente popolati. Quindi per noi è difficle ipotizzatre che in ogni mitreo avvenisse durante i rituali una vera e propria tauroctonia, per evidenti motivi pratici. Le piccole are ritrovate nei mitrei, insieme con numerose reperti di ossa di piccoli animali, ci spinge a pensare che in realtà durante i riti comuni si sacrificassero solo uccelli o piccolo animali. In realtà abbiamo un esempio di  mitreo, quello di Caracalla, con la cosidetta “fossa sanguinis”. Questo mitreo era abbastanza grande per ospitare un toro e la fossa nel pavimento ci dimostra come il sangue venisse usato come elemento rituale per gli adepti.

Di questo rituale colpisce un aspetto iconografico per cui Mithra quando uccide il toro è sempre rivolto indietro, come se non volesse guardare il toro morente. Esiste però un’eccezione a questa rappresentazione che troveremo nel “Mitreo delle Terme”…….

Stefano Gambioli

www.rerosso.org

Mitreo_degli_Animali

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