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Il Mitreo di Felicissimo (di Stefano Gambioli)

Il Mitreo di Felicissimo (di Stefano Gambioli)
giugno 01
16:13 2014

mitra41Il Mitreo di Felicissimo è uno dei reperti mitraici più importanti del mondo, risalente al III secolo della nostra era: fu un’opera votiva, dedicata al culto di Mithra. Non sappiamo per quale ragione Felicissimo decise di costruire  un raffinato mitreo con mosaici pavimentali, ma possiamo sicuramente considerarlo un dono che egli fece all’umanità. I mosaici contenuti al suo interno, sono ancora ben chiari dopo oltre 17 secoli. Ad una prima osservazione, difficilmente si potrebbe capire il senso di quei disegni, ma in realtà immaginando di essere un antico adepto, l’entrare in quel corridoio poteva sembrare come una mistica rivelazione del percorso che l’anima si preparava a compiere. Come abbiamo detto infatti il Mitraismo era una religione che portava ad un sorta d’illuminazione. Coloro che raggiungevano il grado più alto venivano identificati con la divinità stessa.

Sedendo su una delle due banchine laterali, si possono osservare i sette riquadri posti sul pavimento del corridoio centrale. Possiamo provare a immaginare come questo fosse una sorta di promemoria simbolica del percorso spirituale, che ognuno degli adepti poteva avere sempre sotto gli occhi, ricordando da dove veniva e dove sarebbe arrivato.

Un bellissimo aspetto di sincretismo religioso consiste nel modo in cui l’antico culto iraniano si sposò perfettamente con le principali divinità romane. Come vedremo, ogni grado è rappresentato da una divinità o dal corpo celeste corrispondente. Prima di cominciare a descrivere i gradi iniziatici posti sul pavimento, bisogna sottolineare due elementi importanti; il cratere con l’acqua posto d’innanzi all’inizio del percorso, e poi due berretti.

Mentre per il primo elemento è chiaro il legame con le abluzioni purificatrici, i due berretti sono un riferimento tipicamente mitraico. All’inizio di ogni percorso, in fatti, si ponevano sempre o due statue o due simboli rappresentanti “Cautes e Caautopates”, ovvero i cosìdetti dadofori devoti a Mithra. Essi reggevano ognuno una torcia, uno rivolta verso l’alto, uno rivolta verso il basso.  Nella maggioranza dei mitrei ritroviamo spesso due nicchie al principio del corridoio principale, dove venivano poste le due statue. Nel mitreo di Felicissimo, vista anche il riadattamento da un locale preesistente, compare chiaramente un’unica nicchia, probabilmente però usata per porre gli oggetti rituali: ecco quindi spiegata la necessità di mettere due simboli per terra.

Si passa poi al corridoio centrale, dove vengono illustrati i sette gradi dell’iniziazione, ognuno con dei simboli ben precisi. Bisogna dire che i simboli presenti qui non sono tutti, perchè ogni grado ne ha anche altri, ma la bellezza e al particolarità di questo corridoio sta nel fatto che da nessuna altra parte sono posti insieme così tanti elementi ed in ordine così chiaro e preciso

Il primo dei sette gradi è il Corex, il corvo. Nel riquadro troviamo un’immagine  del voltile, una coppetta ed un caduceo, simbolo di Mercurio. Questo grado rappresenta il passaggio alla nuova vita, quella mitraica. Il corvo è un segno positivo, che simboleggia la luce, e Mercurio è la divinità che indica il passaggio, la comunicazione tra due mondi, quello reale e quello dello spirito.

Il secondo grado, detto “Nynphus”, presenta il diadema, a forma di mezza luna e la lucerna. Questo grado rappresenta Venere, e il suo nome ricorda la crisalide, ovvero il cambiamento di chi ha scelto la via dell’iniziazione e ora dedica la sua vita a Mithra ,come un “Moglio”, termine scherzoso con cui possiamo definire l’uomo del secondo grado, sposo di Mithra.

Il terzo grado rappresenta il Miles, il soldato con il berretto militare, la bisaccia militare e la lancia. Di questo livello, dedicato a Marte sappiamo che l’iniziazione avveniva  tramite un combattimento in cui l’adepto doveva liberarsi da una fune che gli legava le mani, e intanto sconfiggere un uomo armato che cercava di colpirlo. Questa prova così fisicamente dura, è una delle ragioni per cu questo culto si diffuse soprattutto in ambito militare: infatti solo uomini ben preparati fisicamente avrebbero potuto riuscire nell’impresa

Il quarto è il grado che segna il passaggio tra il mondo terreno e quello animico. Il leone, che lo rappresenta, è il grado di Giove: infatti troviamo il suo fulmine, una paletta per il fuoco ed u sistro, che probabilmente riprende il mito egizio di “Osiride”, segnando quindi un forte legame con il passaggio della morte alla vita dopo di essa. Infatti l’adepto del leone doveva mantenere il silenzio e aveva di solito la bocca cosparsa di miele, il quale venia usato in antichità per impedire la decomposizione della carne.

Il quinto riquadro rappresenta il grado del “Perseo”, legato alla luna. Infatti gli elementi che troviamo presenti sono la luna stessa, l’acinace, una corta spada, e una falce.

Il sesto è legato all’”Helidromo”, il conduttore del carro del sole, ed è rappresentato da una torcia, una frusta, ed una corona radiata a sette raggi.

L’ultimo riquadro, il settimo, ci presenta il grado che impersonifica il dio Mithra in terra, ovvero quello del “Pater” con i simboli di una coppa, lo scettro da mago, il tipico berretto persiano e la falce di saturno.

Il Padre rappresenta quindi la guida spirituale identificata con il dio, e che come dice anche il nome, guida la persona attraverso i gradi precedenti.

Purtroppo non sappiamo bene come avvenivano tutte le prove per il passaggio di grado, e le scarse informazioni che abbiamo non sono sufficienti a spiegare il senso ultimo di questo culto. La carenza di informazione soprattutto legata ai gradi più alti  rende impossibile la comprensione del senso ultraterreo di questo culto, che però, ricordiamo, godeva di enorme successo tra i romani. Da pitture parietali sappiamo che le cerimonie presentavano un banchetto, dove sembra che i gradi più bassi dovessero servire l’Heliodromo ed il Pater. Ma prima che questo avvenisse bisognava fare un rito, un rito sacrificale che riprendeva il famoso rito della Tauroctonia……….

Stefano Gambioli

www.rerosso.org

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