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Ostia Antica Mitrhaica – di Stefano Gambioli

Ostia Antica Mitrhaica – di Stefano Gambioli
maggio 24
19:40 2014

Camminando per le antiche strade del sito archeologico di Ostia Antica, percorrendo il decumano massimo, e lasciandoci alle spalle il mondo moderno, è possibile tornare col pensiero al passato di Roma, e ritrovare la vita che si svolgeva due millenni fa. L’antica “Ostium” fu per secoli luogo di approdo di merci e genti provenienti da tutto il mediterraneo. La vita quotidiana di chi viveva lì, subivano l’influsso di tutto il mondo allora conosciuto. Nella civile libertà del mondo romano usi e costui, culti e tradizioni barbariche furono assimilati dai romani che li  fecero diventare abitudini della loro stessa vita. Proprio ad Ostia vediamo sorgere una numerosa quantità di culti religiosi differenti, provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo: dal cristianesimo stesso, che due mila anni fa era un semplice culto di origine orientale, ai culti della terra madre, come Cibele ed Attis.

Tra questi uno dei più antichi e dei più geograficamente distanti fu il culto del dio “Mithra”, conosciuto già in Iran  quattordici secolo prima della era cristiana. Troviamo citato il suo nome anche nei Veda, antichissimi testi sacri indiani.

Venerato in particolare in ambito militare, fu accolto tra il II e I secolo dalle milizie romane, che lo diffusero fino a tutti i confine del mondo allora conosciuto. In poco tempo però il suo culto iniziatico si sviluppò penetrando in tutti gli strati della popolazione. Mercanti, artigiani, soldati, e perfino imperatori, adorarono questo Dio orientale: tra questi ricordiamo “Caracalla”, che fece costruire il più grande mitreo giunto fino a noi, all’interno del suo famoso complesso termale. I mitrei sorsero ovunque, spesso riadattando vecchi magazzini,  o zone dismesse di pubblici locali, come bagni e terme,  in modo da ricreare luoghi simili alle grotte, tanto care alla divinità.  Tra l’altro i mitrei hanno solitamente una forma ben precisa, che è facilmente riconoscibile, con un ingresso mai messo in posizione frontale rispetto alla nicchia principale, con l’altare per i sacrifici, il quale veniva posto in fondo ad un corridoio centrale delimitato da due banchine ai lati, dove i partecipanti potevano sedere,o stendersi per banchettare. Solo nel sito archeologico ostiense ne contiamo almeno 17, ma, vista la superficie da riportare ancora alla luce, non è da escludere che ve ne siano numerosi altri.

Ma chi erà Mithra? E cosa simboleggiava?….

Ostia Antica Mitrhaica

Stefano Gambioli

www.rerosso.org

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