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“Martiri delle foibe” : 10 Febbraio giornata nazionale del ricordo

“Martiri delle foibe” : 10 Febbraio giornata nazionale del ricordo
febbraio 09
21:40 2014

foibe2Un grosso masso, lungo la via Laurentina, ricorda i caduti Giuliano Dalmati. Incastonato nel masso, gli stemmi delle città più importanti della regione.

Con il dovuto rispetto per coloro che hanno perso la vita, ma cosa ci fa un monumento ai Giuliano­-Dalmati alla periferia di Roma?

Mi dicono che quel masso è una pietra carsica portata nel 1961 dai primi Giuliani arrivati a Roma.

E’ una delle storie più tristi della Repubblica Italiana, ed ancora oggi è ancora avvolta da aloni di mancate verità.

Tra il 1947 e il 1955 ci fu un esodo forzato di profughi che dalla penisola istriana e dalle città di Pola, Zara e Fiume lasciarono le loro case e le loro terre per colpa della pulizia etnica voluta da Tito.

Nel 1947 ci fu lo storico trattato di Parigi che assegnò alla Jugoslavia le zone suddette e diede inizio a quella che fu denominata la diaspora dei profughi Giuliani.

Le violenze perpetrate contro i civili furono scellerate, le rappresaglie arrivarono anche a giustiziare uomini donne e bambini soltanto per la loro appartenenza al ceppo italico. Le vergognose “foibe” restituirono i corpi dei poveri martiri.

Le foibe sono delle profonde cave naturali di origine carsica.

Le esecuzioni furono veramente crudeli. Un numero di civili venivano legati insieme e posti in fila indiana, successivamente veniva ucciso il primo e gettato nella foiba. Il peso del primo faceva da zavorra a tutti gli altri che precipitavano vivi nel pozzo carsico. Alcuni raccontano che in ultimo veniva gettato anche un cane vivo col compito di divorare gli spiriti dei martiri e annullarne l’eventuale vendetta.

Ma torniamo a Roma, nella zona esterna al quartiere dell’Eur.

Nel 1938, in quell’area, si approntarono degli alloggi ricavati da una serie di palazzine a forma di “U” atti ad ospitare gli operai impegnati alla costruzione dell’esposizione universale del 1942.

Allo scoppio dellafoibe3 seconda guerra mondiale gli operai lasciarono gli alloggi che furono messi a disposizione per qualche mese alle forze di liberazione americane.

Nel 1947 gli alloggi furono occupati da dodici famiglie giuliane che formarono il primo nucleo, piano piano il villaggio cominciò ad organizzarsi e gli arrivi di altri profughi giuliani portarono la zona ad assumere i contorni di un vero e proprio quartiere. I “giuliano-­dalmati” che arrivarono furono circa 5000 e non scordarono mai le loro tradizioni e la loro cultura; oggi il loro quartiere è un vero e proprio museo a cielo aperto sulla storia di quel popolo martoriato.

Il 10 febbraio del 2008 nella nuova piazza de’ “Martiri delle foibe” Roma dedicava un nuovo monumento a quei nostri sfortunati concittadini, intanto si proclamava il 10 Febbraio giornata nazionale del ricordo.

A. N.

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