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Stamina: in scienza e coscienza?

Stamina: in scienza e coscienza?
dicembre 31
12:01 2013

Non vi è spazio per l’improvvisazione nelle terapie. Un farmaco, prima di poter essere somministrato, deve essere sottoposto a un’accurata sperimentazione che dura diversi anni, al fine di verificarne l’efficacia e garantire la sicurezza dei pazienti cui verrà prescritto. Non importa se l’ideatore del farmaco sia un’azienda o una fondazione, il rigore scientifico è mandatorio.

Marco Mastrilli

di Marco Mastrilli


Ma che cosa avviene esattamente nel mondo della ricerca?

Anche le più banale intuizioni dei ricercatori, prima di essere messe a fattor comune, devono essere inviate a riviste internazionali ufficiali di divulgazione scientifica. Esse nominano una commissione indipendente di esperti che esamina e valida i protocolli utilizzati e gli effetti dichiarati. La pubblicazione delle scoperte avrà luogo solo se gli esperti avranno potuto accertare la validità metodologica, statistica e la coerenza in termini di risultato.

A proposito del Metodo Stamina

La più grande banca dati relativa alle letteratura scientifica in medicina si chiama PUBMED (www.pubmed. com) ed è consultabile on-line da chiunque. Come mai non vi sono tracce delle ricerche dell’ideatore del metodo Stamina Davide Vannoni?
Si sta nascondendo il suo lavoro oppure si sta enfatizzando qualcosa di inconsistente? E se così fosse a che scopo?

In tal senso suggeriamo di leggere l’articolo della prestigiosa rivista internazionale Nature (http://www.nature.com/news/italian-stem-cell-trial-based-on-flawed-data-1.13329) che racconta dettagliatamente le vicende del metodo Stamina,  il punto di vista di diversi scienziati – tra cui quello del premio Nobel 2012 per la Medicina Shinya Yamanaka – ed evidenzia anche il tratto politico della vicenda nel nostro paese.

 

Ma senza andare troppo lontano, il Professor Bruno Dalla Piccola – già Ordinario di Genetica Medica all’Università La Sapienza e attualmente Direttore Scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – aveva espresso un parere in proposito che potrete ascoltare nella video intervista allegata.

Controinformazione significa offrire ai lettori non tanto pareri preconfezionati e addomesticati, ma strumenti per formarsi un’opinione compiuta e personale.

Le domande da porsi sulla questione Stamina sono:

  1. Perché è stato ignorato il parere di illustri scienziati fra cui quello di un Nobel?
  2. Quale potrebbe essere il loro interesse a oscurare la verità?
  3. Quale potrebbe essere l’interesse della Fondazione Stamina che al momento, a quanto pare, non ha pubblicato risultati rilevanti?
  4. E’ giusto che a imporre una cura sia un giudice del TAR e non un medico?
  5. A chi andranno i soldi per la ricerca che lo stato finanzierà? A quegli scienziati attualmente ignorati o alla Fondazione Stamina?
  6. Cosa si sta iniettando nel corpo di questi poveri malati? Qualcuno è in grado di spiegarlo?

C’è da augurarsi che persone affette da così gravi malattie non stiano diventando, come già successo in passato, le vittime della loro stessa speranza.

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