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Il Casellario dei cuori solitari – Seconda parte

Il Casellario dei cuori solitari – Seconda parte
novembre 03
20:45 2013

il casellario dei cuori solitaridi Stefania Catallo

 

Io: – “Si, mi piace molto, lo studio da qualche anno, e non è facile per niente…” -

E soprattutto, cosa che non dico, il mondo del tango è popolato da un’infinità di maestri da milonga. Cosa significa? Ve lo spiego subito.
Immaginatevi di essere in una sala da ballo dedicata al tango, la milonga appunto. La prima difficoltà che potreste incontrare, mie care signore, potrebbe essere quella di ballare. Eh si, perchè gli uomini sono sempre meno delle donne, e una buona percentuale di quelli che entrano hanno già la loro compagna di ballo, che non li molla un istante, e vi guarda con un’espressione da mastino se solo osate mirare, che nel gergo tecnico significa guardare una persona per invitarla silenziosamente.
Quindi, preparatevi a fare da tappezzeria, anche se con un’abbigliamento adatto (gonna con spacco, tacco alto e fare disinvolto), che mostri un po’ le vostre grazie, potrete rimediare qualche invito.
Ora il problema riguarda il tanguero che vi sta invitando.
Quando la mia prima insegnante mi disse che ballare il tango mi avrebbe permesso di capire la psicologia degli uomini in tempo reale, neanche fossi Freud, non ci volevo credere.

 “Aspetta e vedrai. Te ne capiteranno di tutti i colori!”. – mi disse Julia.

E infatti, nel tempo, mi è capitato di ballare con:

 quello che non ti sa portare, e sembra quasi che soffra di un prolasso muscolare, talmente poca forza ci mette nel muoversi e nel marcarti le figure. Insomma, una specie di budino vivente;
 quello che ti strattona manco tu fossi una scopa elettrica, e ti stringe da soffocarti, tanto che ti chiedi se arriverai viva alla fine della tanda;
 quello che puzza in una maniera ignobile, che ti si avvicina sudaticcio, o che ha appena finito di fumare. Da evitare nella maniera più assoluta;

 e infine il nostro beniamino: il maestro da milonga. Vale a dire quello che, dopo avere imparato il tango su internet, vuole insegnare a te i passi di figure inventate di sana pianta. E se osi mettere in dubbio la sua competenza, ti dice pure che non sei capace di ballare.

Nei locali di tango, questi maestri vengono abbandonati nel bel mezzo di un ballo, quando le loro compagne non ne possono più di venire costrette a fare le contorsioni, e con una faccia di bronzo incredibile continuano ad invitare.
Per poi essere rifiutati ogni volta, perchè le voci girano eccome!
Ma non credo che Francesco conosca queste cose. Lo vedo poco ricettivo da punto di vista tanguero.
Eccolo di nuovo.

Francesco: – “Vedo che di interessi ne hai molti. Chissà quanto tempo ti prendono. E chissà se ne avresti per un aperitivo con me.” -

Come corre, sto ragazzo. L’ho conosciuto da mezz’ora e già parte in quarta.

Io: – “Il tempo si trova, se si vuole trovare. Ma mi sembra un po’ prematuro, in fondo ci siamo appena conosciuti…” -
Francesco: – “A me interessi. E io non sono uno che ama perdere tempo.” -

Oddio, ho incontrato l’uomo no-perditempo!!!
Avete presente gli annunci di lavoro, dove c’è scritto: ….ambosessi, no perditempo?
Ecco, a me viene in mente questa immagine, e comincio a ridere come una pazza. E certo, perchè cercare di imbastire una conversazione decente significa perdere tempo! E allora, se accettassi questo invito, di cosa parleremmo? Di dove andare ad operare dopo?
Oggesù, sto per rischiare l’infarto per le risate! L’uomo no-perditempo non mi era mai capitato. Ho incontrato una figura mitologica! Oggi è il mio giorno fortunato!
Decido di rispondere in maniera gentile.

Io: “Capisco l’entità del tuo appetito, ma io sono una che ama andarci piano. E poi, te lo dico sinceramente, tutta questa fretta mi mette ansia. In fondo neanche mi conosci.” -

Francesco: “Ma mica dobbiamo andare a mangiare subito! E’ vero che io sono una buona forchetta e che il mio appetito è sempre tanto, ma se non vuoi mangiare tutto quello che mangio io, va bene lo stesso. E poi, tranquilla che avremo modo di bruciare calorie ;).” -

A questo punto non so se sia meglio per me cominciare a dare le capocciate al muro, tanto questo tizio è stupido, oppure riderci su.
Opto per la seconda possibilità.
Chiudo la conversazione salutandolo, e rifiutando di nuovo l’invito.
E mi chiedo se su questo sito incontrerò solo tizi del genere oppure qualcuno dotato di cervello funzionante.
Sarà sicuramente una permanenza interessante dal punto di vista antropologico, per lo meno per me.
E a questo punto, chiudo il pc. Per oggi, è abbastanza, non credete?

Continua……

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