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O ciucci o soffi! Pensieri e auto-riflessioni sulla lettera aperta al Consigliere Davide Barillari del Movimento 5 Stelle

O ciucci o soffi! Pensieri e auto-riflessioni sulla lettera aperta al Consigliere Davide Barillari del Movimento 5 Stelle
novembre 02
16:53 2013
Marco Mastrilli

di Marco Mastrilli

Letti i commenti di alcuni lettori alla mia lettera aperta, pubblicata lo scorso 29 ottobre, sono rimasto particolarmente colpito da uno di essi nel quale mi si rimprovera  “come mai tutte queste energie letterarie non vengano usate per andare ad indagare altrove “.

Premetto che per scrivere un articolo di opinione non è necessario un particolare sforzo energetico, quanto semmai un’applicazione di tipo analitico, utile a formarsi quel parere che si tenterà poi di riproporre ai lettori, in una forma quanto più corretta e comprensibile, secondo le regole della lingua italiana. E’ una cosa di una semplicità quasi sconcertante che spesso porta le mie dita a scrivere alla stessa velocità del pensiero, ma non prima di avere molto riflettuto sulla questione che mi appresto a commentare.  Nel caso in questione non è stato mosso alcun attacco, ma solo considerazioni su un insieme di affermazioni a mio parere un po’ troppo sensazionalistiche e radicali. Questa storia che tutti gli onesti-buoni sono fortemente aggregati tra di loro, mentre i disonesti-cattivoni sono spavaldamente inquadrati dall’altra, non mi torna con la realtà che vedo. Se veramente il mondo politico fosse la calamita, metaforicamente usata dal Consigliere per descrivere i meccanismi attrazione-repulsione verso onesti e disonesti, avremmo risolto ogni problema. Ma vi pare possibile, verosimile e credibile che le cose stiano così? E questa è stata la prima considerazione di tipo logico razionale.

Affermare poi che si sta mettendo in piedi un’inchiesta di portata storica, basata anche sulle confidenze di impiegati ASL che hanno votato 5 Stelle, mi pare altrettanto singolare per non dire inquietante. Scrive Barillari:E poi ci sono tanti funzionari e dirigenti che mi confidano che hanno votato 5 stelle e addirittura ci indicano dove guardare per denunciare falsi in bilancio o voci gonfiate. I veri documenti che i dirigenti tengono nascosti nei cassetti, i veri dati, escono fuori grazie a tutti quegli impiegati statali che sanno e iniziano a raccontare tutto.”
Forse costoro avranno ragionato basandosi sullo slogan di Grillo “l’onestà andrà di moda”  e quindi pensato che quello fosse un incitamento ad essere onesti nel futuro e non nel presente? Non hanno considerato l’ipotesi di andare dai Carabinieri o dalla Guardia di Finanza o Polizia di Stato, o da un Giudice o un giornalista a raccontare quello che sapevano? No!

Aspettavano il giorno in cui sarebbe arrivato “l’angelo vendicatore” per raccontare tutto. Siamo alla seconda considerazione di tipo logico razionale, peraltro supportata dagli art. 357-358 del Codice Penale, sull’obbligo di denuncia di reato da parte dei pubblici ufficiali e incaricato di pubblico servizio nell’esercizio delle loro funzioni.

Infatti ai sensi della legge queste persone sarebbero dei complici e non degli esempi, come invece sembrerebbero essere considerati nel post di Barillari che continua: “Cosi’ siamo arrivati a 22 fascicoli di inchiesta aperti sulla sanita’ laziale […]” . Su questo  la mia richiesta è stata di capire se si trattase di inchieste aperte dalla magistratura, oppure di una raccolta di dati e informazioni che saranno oggetto di valutazione sugli eventuali reati. Mi pare che ci sia una bella e sostanziale differenza. La differenza, appunto, tra sensazionalismo e sostanza. Cosa sono questi 22 fascicoli? Qualcosa di cui non si può parlare per il rischio di essere querelati?

O ciucci o soffi! Diceva spesso un mio carissimo amico che riservava questa considerazione a tutte quelle situazioni in cui notava che qualcuno tendeva a tenere il piede in due staffe.

Io credo che la politica debba alimentare la verità e non l’emotività e non debba propinare soluzioni semplici, inapplicabili a problemi complessi.

Nel film Cloud Atlas si dice “La verità è singolare, le sue versioni non sono verità” . A me questa affermazione piace davvero moltissimo e penso, per rispondere finalmente alla lettrice che mi ha invitato ad andare a indagare altrove, che non ci sia posto più giusto per puntare la propria attenzione che quello in cui si percepisce che una verità incerta è fatta passare per assoluta.

Spero con questo di aver chiarito meglio il mio punto di vista, sperando di leggere presto ulteriori vostri graditissimi commenti.

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