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“Homo homini lupus” (l’uomo è il lupo degli uomini)

ottobre 28
11:40 2013

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Omosessualità, omofobia e debolezza caratteriale

di Stefano Lesti

Oggi vogliamo parlare seriamente dell’omosessualità, dell’omofobia e di quel che impedisce alle persone di poter essere sé stesse nella società e di sentirsi accettate. In tivvù si parla di omofobia come se fosse una novità, come se fosse uno scandalo, una criticità all’interno della società, ma evidentemente ci siamo dimenticati che in Italia gli omosessuali fino a qualche decennio fa venivano sbattuti al confino. Ci siamo anche dimenticati che nella società al di là delle leggi che le tutelano non c’è posto per le minoranze, siano esse etniche, culturali o religiose. Vogliamo parlare di emarginazione sociale, di ipocrisia e di falso moralismo oltre che della violenza insita in tutte le società umane? Forse sarebbe il caso per iniziare a comprendere e ad affrontare nei modi dovuti le sfide che ci attendono nel futuro prossimo. Un giovane di vent’anni che si suicida perché omosessuale rappresenta il fallimento non tanto della società quanto delle famiglie che non sanno nemmeno più assolvere al compito educativo verso i propri figli resi deboli e incapaci di affrontare la vita con le sue naturali difficoltà da una sorta di permissivismo eccessivo che di fatto ha reso i giovani d’oggi vittime predestinate perché di fatto incapaci di reagire ai problemi e di guardare avanti. Dare uno schiaffo di correzione ai propri figli si configura oggi come un reato quando al contrario in molti casi proprio uno schiaffo sarebbe assai utile così come lo è stato per ognuno di noi che rafforzati caratterialmente non abbiamo mollato alle prime contrarietà e offese che da giovani abbiamo un po tutti subito e affrontato. Personalmente ci sono cresciuto prendendo schiaffoni correttivi da mio padre e proprio per questo ho saputo affrontare gli schiaffoni ben più dolorosi che si prendono normalmente dalla vita imparando in tal modo a superare ogni difficoltà da solo, senza aspettarmi una pacca sulle spalle, e a conquistare posizioni nella società senza sperare di ricervere regali su un piatto d’argento come i ragazzi di adesso che proprio perché hanno ricevuto tutto gratis non sono neanche in grado di apprezzare quel che hanno. Non c’è una legge che possa obbligare la società ad accettare la diversità considerandola come un valore aggiunto e non come una minaccia. Se permettiamo ai nostri figli qualunque cosa li rendiamo incapaci di affrontare la vita poiché non li dotiamo delle necessarie difese di fronte a ciò che la vita e la società non ti regalano e che i nostri nonni e padri hanno imparato a conquistarsi con le proprie forze. Qui ci si toglie la vita perché i bulli ti prendono in giro come se il bullismo e le prese in giro non vi fossero mai state. Ci si sente emarginati perché nessuno tolti mamma e papà ci dice quanto siamo belli, bravi e buoni come se il valore della propria vita dipendesse esclusivamente dai pareri e dai giudizi degli altri. Politica e Mass Media fanno di tutto per impedire alla pubblica opinione la necessaria comprensione della realtà quotidiana perché un popolo di ignoranti si governa meglio e questo fatto dovrebbe far riflettere almeno le persone dotate di sufficiente capacità di ragionamento che tutte le soluzioni proposte quando si verificano simili tragedie si fondano soltanto sul populismo e sulla demagogia. Iniziative che a nulla servono fuorché a coloro che vanno a parlare nei talk show per farsi pubblicità, per prendere voti, per vendere qualche copia in più di un giornale, e peggio ancora, per spostare l’attenzione sulle soluzioni concrete che dovrebbero essere applicate qualora vi fosse un reale interesse per risolvere i problemi piuttosto che per strumentalizzarli per i propri fini. Un giovane si suicida perché poverino non sa come reagire alle prime difficoltà della vita e la colpa sarebbe unicamente dell’omofobia. Questo tipo di analisi superficiali sono semplicemente ridicole oltre che offensive e nocive nei riguardi degli stessi gay che dovrebbero pretendere se non altro un rispetto concreto e non di facciata in special modo dai propri eletti in parlamento. Anche colpendo l’omofobia non si risolve il problema della mancanza di carattere e di personalità, sia ben chiaro. Lor signori legislatori lo sanno fin troppo bene. Ci fosse stato infatti un solo parlamentare gay a dire queste cose, a raccontate la verità così com’è oggettivamente, considerando l’argomento da un punto di vista sociologico e antropologico. Segno evidente che soprattutto i rappresentanti degli omosessuali in seno alle istituzioni strumentalizzano la questione piuttosto che sollecitare riflessioni risolutive. L’omofobia e il razzismo non si combattono unicamente con la repressione ma con la prevenzione che per essere tale passa necessariamente dalle famiglie mediante l’educazione non tanto all’utopistico rispetto delle diversità quanto alla capacità di saper reagire positivamente alla crudeltà insita e propria dell’animo umano e della società in generale, magari anche con un pizzico di sobria autoironia…

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