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ottobre 26
19:57 2013

Ranking.

Quando ascoltiamo questa parola ci si drizzano le orecchie.
Pensiamo subito al calcio e a quello che significa il calcio per tutti noi.
Il calcio è passione, amore, fede; psicologici e antropologi hanno studiato questo sport in tutte le sue angolature, in particolare hanno speso fiumi di parole per dimostrare che il calcio è addirittura una nostra reminiscenza primordiale.
Col calcio torniamo ad essere branco, clan, cacciatori e gladiatori.
La palla diventa l’arma, la porta la preda ed il goal la sua uccisione.
Il calcio unisce e divide. Ci esalta e ci abbrutisce.
Il calcio compie 150 anni proprio in questi giorni.
Era tra la fine di Ottobre e l’inizio di Novembre che alcuni aristocratici e massoni inglesi diedero vita nel 1863 al primo campionato di calcio.
Ranking.
Attraverso alcuni coefficienti si calcola la posizione della nostra squadra nazionale o la nostra squadra di Club.
Per esempio, l’Italia è al quarto posto in Europa dietro Spagna, Inghilterra e Germania.
Questa posizione fa si che le nostre squadre di club ammesse ai massimo torneo europeo di calcio siano solo tre. Prima erano quattro.
Questa retrocessione ha gettato nello sconforto tifosi, giornalisti ed addetti ai lavori i quali, tutti insieme, hanno assunto l’impegno di riconquistare la posizione nel più breve tempo possibile.
Ranking.
Ne parliamo tutti i giorni, al lavoro, a scuola, al bar. Acquistiamo giornali sportivi ed ascoltiamo i telegiornali che ci bombardano con le notizie sugli ultimi acquisti o sulla tattica che la squadra adotterà nella prossima partita.
Ranking.
Che rospo abbiamo dovuto mandare giù. Se vogliamo che la nostra squadra giochi in Champions League dobbiamo sperare che arrivi fra le prime tre nel campionato nazionale. Guai ad arrivare quarti.

Eppure, c’è un altro ranking molto più importante e che ci ha visto retrocedere di diverse posizioni. Eppure non se ne parla.

Una classifica che identifica in qualche modo la qualità e la solidità del nostro sistema paese.
Tabù.

Alcuni segnali ci avrebbero dovuto far venire qualche sospetto.

Volevamo far istradare il terrorista Battisti dal Brasile per fargli scontare gli anni di reclusione a cui i giudici nostrani lo avevano condannato. Dopo settimane di scontri diplomatici Battisti è rimasto in Brasile.

Volevamo processare a casa nostra due marò che hanno ucciso per errore due pescatori in India. Trattative, permessi, prese di posizione di quel partito o di quell’altro politico. Niente da fare, anche qui i marinai italiani sono rimasti in India.

Forse la nostra forza di persuasione diplomatica non è più forte come prima?
E’ così signora ministra Bonino?

Probabilmente siamo stati retrocessi e scavalcati proprio da paesi come il Brasile e l’India?
Significa che non parteciperemo più ai summit del G8?

Secondo me non parteciperemo più nemmeno al G20. Dal 2020 saremo relegati come paese di periferia della periferia mondiale.

Nonostante i nostri governanti ci ripetono di continuare a vedere la luce in fondo al tunnel.

La verità e che stiamo come la Grecia. La verità e che siamo un paese sotto tutela e che non abbiamo più voce in capitolo nemmeno all’interno di casa nostra.

Ranking.

Scrive Luciano Parente sul Sole 24 ore.

“L’Italia è pesantemente in ritardo nell’attuazione delle regole imposte a livello comunitario. Lo scorso anno sono stati 36 i nuovi dossier aperti da Bruxelles contro il nostro Paese. Il risultato peggiore dell’intera Unione europea….. a rilevarlo è il monitoraggio annuale della Commissione europea appena diffuso. Si potrebbe pensare che è il risultato negativo di un anno magari frutto della necessità di tamponare a livello legislativo gli effetti della crisi economica e finanziari. E invece no. Perché al nostro Paese i primati in questo senso non solo piace raggiungerli ma anche consolidarli. Già perché a fine 2012 erano ben 99 le procedure ancora aperte contro l’Italia per il “vizio” di rallentare il passo quando si tratta di rinnovare regole e metterle al passo con gli altri partner comunitari o di non rispettare le regole del diritto comunitario….. il ritardo dell’Italia emerge anche da un altro dato: il problema è avvertito non solo dai vertici della Commissione ma anche dagli stessi cittadini. Le “lamentele” che arrivano dal basso a Bruxelles riguardano prevalentemente ambiente, giustizia, mercato interno e concorrenza. Ebbene la maggior parte sono indirizzate contro l’Italia (438)”.

Come nel calcio abbiamo sempre bisogno di trovare la colpa in qualcun altro.
L’Arbitro cornuto, il rigore non dato, il calciatore che gioca contro il suo allenatore, il dirigente che non acquista i giocatori giusti o il capitano che vuole essere ceduto.

Nel caso della nostra povera Italia, la colpa è della Merkel, di Obama, di Draghi, della Banca Europea o del Fondo Monetario Internazionale.

Può darsi che ci sia da parte di questi soggetti una minima responsabilità.

Personalmente credo che abbiamo la peggior classe politica degli ultimi venticinque anni.
Credo che i politici siano incapaci di fare gli interessi dei cittadini ma capacissimi a farsi dettare ricette dalle lobby, dall’alta finanza e dai poteri forti.

Discorso da populista. Sicuramente. Ma abbiamo l’obbligo morale di non abbassare la guardia, di rialzare la testa e di mandare in Europa, persone che rappresentano la pancia dei cittadini italiani, che conoscono bene le loro necessità e che facciano la voce grossa perché l’Europa, tra l’altro, l’abbiamo fondata noi.

Con un po’ di coraggio; persone a cinque stelle.

Ranking.

A. N.

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